Il Rivoluzionario dell’Arte

La storia e l’eredità di Joseph Beuys (1921-2021)

Joseph Beuys, grandissimo artista del secondo Novecento, con le sue opere e le sue azioni ha modificato il modo di concepire l’arte tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso.  Per comprendere a pieno il suo pensiero bisogna però conoscerne la vita e tenere in considerazione il contesto in cui nasce e cresce, ovvero dapprima nella Germania della Seconda Guerra Mondiale e poi in quella della “Guerra Fredda”, divisa tra Repubblica Federale tedesca e Repubblica Democratica tedesca. Beuys vive appieno anche il Sessantotto e le sommosse dei movimenti studenteschi. Un contesto storico vario ed eterogeneo, dunque, non di certo semplice da assimilare e da mettere a fuoco. Per trarre le giuste conclusioni sull’artista, a questo ampio contesto storico vanno aggiunti il mondo interiore di Beuys, la sua personalità, la grande passione per la natura e per la scienza, in particolare per la botanica e per la zoologia, la sua predisposizione a ribellarsi alle regole e ricercare una personale forma di libertà, l’interesse a indagare la dimensione più spirituale e antropologica dell’uomo, il suo incontro con Lucio Amelio nel 1971. Tra i due nacque una grande amicizia che durò fino alla morte di Beuys, in occasione della quale Amelio dichiarò: “Ho perso un amico ed un grande maestro”.

Storico dell’Arte, Saggista e Critico d’Arte.  Ha conseguito il Master in Storia Contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma con Emilio Gentile e presso l’Università San Raffaele di Roma con Claudio Strinati in Storia dell’Arte. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea presso istituzioni universitarie, accademiche e di alta formazione. Nel 2014 diviene Accademico Onorario dell’Università Svizzera Italiana, mentre nel 2015 gli viene conferita la Laurea Honoris Causa in Storia dell’Arte presso l’Università Svizzera Italiana, dove è membro del Senato Accademico. Ha prodotto, nel tempo, ricerca storiografica e critica su molti temi storico-artistici, tra cui la Pittura e la Scultura del primo Novecento e del secondo Novecento, sulla figura di Caravaggio e dei caravaggisti a Napoli tra cui: Mattia Preti, Massimo Stanzione, Luca Giordano e Domenico Antonio Vaccaro. E in particolar modo sulla pittura Vesuviana e di Torre del Greco nei secoli XVII-XVIII e della pittura e scultura del primo e secondo Novecento. Autore di ricerche monografiche dedicate a Massimo Stanzione (sec. XVII), Luca Giordano (sec. XVII) Domenico Antonio Vaccaro (sec. XVIII). Giacomo Balla (sec. XX), Gino Severini (sec. XX), Giorgio De Chirico (sec. XX)  e Umberto Boccioni (sec. XX). Ha dedicato, inoltre, specifici interventi di indagine critico-storiografica al movimento di ‘De Stijl’ (sec. XX), a V. Kandinskij (sec. XX), a Mondrian (sec. XIX),al Neoplasticismo (sec. XX), alla Scultura del secondo dopoguerra (XX), all’arte Povera (sec. XX), alle avanguardie napoletane da Renato Barisani ad Augusto Perez (sec. XX), a Gillo Dorfles e Bruno Munari (sec. XX), al MAC- Movimento Arte Concreta (sec. XX).

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