L’eco del silenzio

 

Ma chi è davvero Timothy Megaride? Nessuno conosce la sua vera identità. Tutti, però, leggendo questo romanzo, dovranno riconoscergli di essere un autore in grado di scandagliare e di rappresentare la complessità e la meschinità del nostro tempo.

Robi, un giovane dirigente ministeriale, è il collettore di una serie di storie esemplari che lo vedono ora spettatore ora protagonista. Il singolare intreccio di vite e destini attinge a pregresse suggestioni letterarie, tra le quali si può intravedere Bagheria di Dacia Maraini. Per l’organizzazione della materia, ma anche e soprattutto per la contrapposizione di due universi distanti e contigui, civiltà e barbarie, urbanità e ferocia. La cittadina siciliana s’estende fino a coincidere con l’intero paese.

Una commedia amara dai risvolti ora grotteschi ora drammatici. E una potente riflessione sui temi più controversi del nostro presente. Identità di genere, omotransfobia, condizione femminile, fake news, campagne d’odio, aggressioni fisiche, scandali sessuali, ipocrisie. Il tutto in una prosa smagliante per malizia e humour, per eleganza e abile mimesi letteraria. L’eco del silenzio è altresì un romanzo postapocalittico, se si riconosce l’Apocalisse nella Seconda guerra mondiale. Tra le righe aleggia la dotta moralità dell’ormai classico The English Patient di Michael Ondaatje. Se è forse vero che l’aria della città rende liberi, è altrettanto vero che oggi Solunto è nuovamente assediata.

Timothy Megaride è il nome di penna col quale l’autore ha firmato numerosi articoli a carattere letterario. È tra gli autori del volume multiplo Napoli – a bordo di una metro sulle tracce della città, ESI, 2020. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo Adolesco, Il ramo e la foglia editori.

Isbn: 9791280730015  Pagine: 136 Anno: 2022

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