Resistenza-Resistoria, 25 aprile 1945 – 25 aprile 2022

Con questo libro, che esce per celebrare il 77° anniversario della Liberazione, prosegue la collana di biografi e di antifascisti campani, inaugurata nel 2021. I saggi che ricostruiscono le loro vite, scritti da nove collaboratori del nostro Istituto, sono diseguali, per impostazione e dimensioni, ma tutti consentono di fare una lettura bella, importante e appassionante.
Tra le biografie ve ne sono dieci inserite in storie familiari: innanzitutto quella della famiglia Grossi-Olandese, Carmine Cesare e Maria e i loro tre figli, Renato, Ada e Aurelio, impegnati nella guerra civile spagnola; poi quella di Eduardo Pansini e dei suoi figli, Adolfo e Enzo, protagonisti delle Quattro Giornate di Napoli, in cui Adolfo sacrifica la sua giovane esistenza; infine quella dei fratelli comunisti Carmine e Giacomo Cascella, espressione dell’attività antifascista “dal basso”.
Dal basso è anche l’opposizione della prostituta Francesca Accietto, perseguitata perché conduce una vita non confacente al ruolo che il regime assegnava alle donne. Il quaderno contiene poi le biografie di due antifascisti di tendenza libertaria: Giulio Arbib e Armido Abbate, di due socialisti della prima ora, Vincenzo Bozzi e Giovanni Lombardi, quest’ultimo poi impegnato in modo importante nell’Assemblea Costituente. Infine sei comunisti: il bordighiano Ludovico Tarsia, il casertano Corrado Graziadei, protagonista delle agitazioni contadine post liberazione; gli stabiesi Luigi Di Martino, operaio mai domo, e Pasquale Cecchi, primo sindaco di Castellammare dopo la Liberazione; i napoletani Renato Caccioppoli, comunista ribelle e anticonformista, ma matematico di livello internazionale, e Mario Palermo, protagonista della vita politica italiana negli anni immediatamente successivi alla Liberazione.

Guido D’Agostino, già professore ordinario di Storia moderna e Storia del Mezzogiorno presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. È stato presidente della SISE (Società Italiana di Studi Elettorali, Firenze); attualmente presiede l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza ed è componente di organismi culturali e scienti ci italiani e stranieri. Ricopre altresì la carica di vicepresidente della Commissione Internazionale per la Storia delle Istituzioni Parlamentari e Rappresentative.

Silvio de Majo, già docente universitario di Storia contemporanea e di Storia economica. Suo principale campo di studi, nell’ambito della storia economico-sociale del Mezzogiorno, l’industria come tessuto materiale e nei suoi riflessi sociali e biografici. Collabora a collane e riviste redigendo attenti profili di personalità del mondo dell’industria e della politica.

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