Verità e sogno – vita e poesia di Anna Sieyes

Sul piatto che si legge e non si legge versi vari della poetessa a tua scelta

Verità e sogno

vita e poesia di anna sieyès

Tutti i miei sogni per un’ora sola

di Verità: la Verità sei tu –

che mi hai insegnato – senza una parola

che solo il Sogno è vero – e nulla più.

a cura di

Gianpaola Costabile, Antonio Giorgio, Marisa Lembo e Mario Rovinello

prefazione di Giuseppina Scognamiglio

Sullo sfondo della Napoli del Secondo Dopoguerra, Anna Sieyès vive la sua tormentata storia di donna, sposa, madre, poetessa. Un percorso umano e intellettuale conclusosi precocemente e tragicamente, di cui pare doveroso indicare le tracce, offrendo memoria a quanti oggi ne ignorano la bellezza e la profonda sensibilità del verso. La Sieyès ha avvertito sin dalla adolescenza quel “male di vivere”, acuito da una sensibilità incline a cogliere la sofferenza del mondo circostante: le sue note poetiche fra qualche consolazione e una dolente convivenza ne sono la cifra esistenziale, fino al volontario epilogo a quarantaquattro anni.

Ho sentito ad un tratto come se dovessi iniziare – quasi d’imperio – un viaggio alla riscoperta di una bellezza nasco­sta, obliata nel tempo, ma pronta lì in attesa di essere svelata! Quindi un viaggio di “archeologia” (da me sempre amata probabilmente anche per l’assonanza con la mia trascorsa vita d’ingegnere) pronto a catturare ogni alito utile a donare la riscoperta, a svelare la conoscenza di qualcosa che, magari, fantasticavo solo dovesse esserci. Quando e perché tutto ciò? Dopo la lettura degli scritti di una donna, di una sensibilissima creatura che decise di abita­re, di sostare qui tra noi, sulla terra degli uomini insomma, per un tempo breve, poco più di quarant’anni: Anna Sieyès, 2 giugno 1925 – 17 maggio 1969.

                                                                                                          (Antonio Giorgio)

Prima di parlare di lei e di addentrarci nella sua opera poetica, ci sembra giusto tracciare le coordinate della sua vita, il tempo e il luogo dove la sua poesia nacque arric­chendosi via via di umori e di significati. La Napoli degli anni della sua infanzia è una città dove la vita si svolge su canoni quasi ancora tardo-ottocenteschi. La classe so­ciale di Anna è la media borghesia, dove le adolescenti, e poi giovani donne, rispettano i dettami del perbenismo dei comportamenti, ma sono ben più aperte di quelle della generazione precedente sia ai sentimenti che ai rapporti d’amicizia e d’amore…

(Anna Maria Siena Chianese)

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